F.I.V.R.E. (Fabbrica Italiana Valvole Radioelettriche), Società anonima: 1932 – 1992 di Luigi Lavia

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Pubblichiamo la seconda monografia ad opera del caro amico e socio Prof. Luigi Lavia, riguardanti la nota fabbrica FIVRE. Vedi anche le altre monografie disponbili nella nostra pagina.

La F.I.V.R.E. fu creata nel 1932 dai fratelli Quintavalle, Bruno Antonio e Umberto. Era una Società Anonima, con Capitale di L. 10.000.000, versati L. 3.000.000. E’ stata una delle prime aziende lombarde più innovative per la produzione di valvole radioelettriche e, successivamente, di tubi catodici rivolti alla futura televisione. “Era un coraggioso passo verso l’autarchia…. sorta per coraggioso spirito di iniziativa di gruppi industriali italiani ..dando una “pratica spinta alla emancipazione (dell’Italia) in fatto di brevetti”, si leggeva nelle riviste del tempo dedicate alla radio. La FIVRE faceva parte della Assonime (Associazione tra le società italiane per azioni). Era Presieduta dal Sen. Giovanni Agnelli.
S.E. Antonio Stefano Benni, Presidente della Ercoli Marelli, ne era il Presidente del Consiglio di Amministrazione. Amministratore delegato era il Gr.Uff. Comm. Bruno Antonio Quintavalle, presidente della Magneti Marelli, mentre Proc. Generale era l’ing. Umberto Quintavalle, direttore operativo della Radiomarelli, per cui quest’ultima traeva un indubbio, importante vantaggio competitivo in quanto essa produceva radio per il mercato italiano dal 1929. “Quando l’azienda sorse, brevetti italiani per valvole termoioniche non esistevano.
Esisteva , invece, una piccola fabbrica, alimentata da capitale straniero, con macchinario e tecnici in gran parte stranieri, la quale sfruttava brevetti non nazionali. Questa fabbrica produceva appena 60.000 valvole l’anno, mentre l’importazione si aggirava sulle 800.000 valvole”. Da L’Antenna- La Radio n. 21 – 15 Novembre 1938 – XVII.
L’azienda faceva parte del gruppo che apparteneva alla F.I. Magneti Marelli S.p.A. (FIMM, sua “costitutrice”), partecipato anche dalla Fiat, che deteneva il 65% delle azioni; il rimanente 35% era distribuito fra tutte le Società costruttrici di apparecchi radioriceventi.

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Lo stabilimento FIVRE di Pavia

Lo stabilimento di produzione (Stabilimento I, demolito nel 2007) era a Pavia, in via Fabio Filzi ed operò in un periodo di marginale industrializzazione di questa città. Fu un vanto per Pavia, insieme alla Necchi, alla Snia Viscosa, “cattedrali produttive” come sono state definite, di recente, dal Presidente della Camera di Commercio del luogo. La Fivre aveva in Pavia una squadra di tennisti raggruppati sotto il Cral Fivre. La Sede Centrale e Servizio Pubblicazioni Tecniche erano a Milano in via Guastalla 2, dove andavano indirizzate le richieste per i Manuali Tubi Riceventi e quella Amministrativa in Corso Venezia, 13. I Quintavalle venivano considerati i “padroni” della Marelli e di altre aziende del gruppo. Il conte Umberto nel 1945 fu oggetto di una richiesta di epurazione da parte del C.L.N.A. della F.I.V.R.E., ma il comitato dell’azienda espresse il convincimento che la presenza del conte fosse necessaria, specie per quanto concerneva “ l’indirizzo generale dell’azienda ed i suoi rapporti con le altre industrie consimili , nazionali ed estere. “
fivre_1La Fivre produceva, in conformità ai procedimenti americani, valvole termoioniche, riceventi e trasmittenti fino a 25 Watt di dissipazione anodica, con un accordo diretto, su licenza R.C.A. Radiotron, usando inizialmente macchinari di produzione americana, in seguito autocostruendoli (“primo passo autarchico” e capacità riproduttiva che portò successivamente alla nascita della stabilimento a Firenze), adottando,poi, soluzioni progettuali innovative ed originali e manodopera italiana proveniente da una cessata fabbrica di lampadine e, per alcuni mesi, giovandosi dell’assistenza di eminenti tecnici della R.C.A.

Continua a leggere sulla monografia scaricabile in (PDF), Il documento è liberamente scaricabile e la sua divulgazione è consentita solo se senza fini di lucro. E’ richiesto soltanto di citare la fonte e l’autore. Vedi anche le altre monografie disponbili nella nostra pagina.

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