RADIOSA PISTOIA – Mostra e convegno su Un Secolo di Radio alla Biblioteca San Giorgio

Sabato 3 Dicembre a partire dalle 16, la Biblioteca San Giorgio di Pistoia ospita due eventi che ripercorrono cento anni di radio.
Con il Patrocinio della RAI, in collaborazione con la stessa Biblioteca e il Club Amici del Giallo di Pistoia si terrà il Convegno “Un secolo di radiocomunicazione–evoluzione del messaggio” a cui seguirà l’Inaugurazione della mostra di radio d’epoca “Radiosa Pistoia”

I due eventi ci porteranno indietro nel tempo e ci consentiranno di misurare il nostro rapporto con la radio, strumento tanto vecchio quanto attuale.
Il Convegno, moderato da Marcello Paris, prevede gli interventi di Silvia Pezzoli – Ricercatrice in Sociologia dei processi culturali e comunicativi – Università di Firenze – che parlerà di “Comunicazione e Pubblicità dopo l’avvento e la diffusione della radio”
Ugo di Tullio – Docente di organizzazione e legislazione dello spettacolo Università di Pisa – intratterrà su: “Radio digitale: raffreddamento di un medium caldo”
L’intervento di Giuseppe Previti – Presidente Club Amici del Giallo di Pistoia – verterà su: “La radio in giallo”
Umberto Alunni – Collezionista e Studioso di Radio d’epoca – tratterà l’argomento “Radioindustria e design dal 1928 al 1957”
Il convegno intende raccontare come la comunicazione e la pubblicità siano cambiate nel tempo, proprio grazie alla radio con la curiosità di porre alcune domande e verificare se la sua evoluzione, fino al digitale, ne avrà stemperate le finalità e se continua ad essere lo strumento fragrante ed obiettivo che accompagna generosamente l’ascoltatore senza chiedere nulla in cambio.
La radio è stata anche un potente veicolo per diffondere la cultura del Giallo. Ellery Queen e tanti altri personaggi famosi sono stati conosciuti dal grande pubblico anche attraverso questo mezzo di comunicazione di massa.
Molti Designers si sono cimentati nella creazione di prototipi lanciando veri e propri assist al mondo industriale, favorendo, in tal modo, la diffusione dello strumento.
Nel corso del Convegno saranno proiettati interessanti “spezzoni” di video e audio, dagli anni ’20 in poi.
Al termine, come annunciato, verrà inaugurata la mostra di radio d’epoca dal titolo “Radiosa Pistoia” che rimarrà aperta fino al 4 gennaio 2017.
Il manifesto che la rappresenta innerva i due elementi, Pistoia e la Radio, in un unico paesaggio ideale. Quest’ultimo è poggiato non su una linea statica ma su una curva che richiama l’onda sonora e l’onda elettromagnetica.
Il numero dei pezzi è contenuto (43 apparati oltre a 12 complementi) ma, ritengo, possa dare un’idea dell’evoluzione della radio nel corso del tempo. Fanno parte della collezione personale di Umberto Alunni.
Le radio esposte sono di varia forma: soprammobile, da terra, con fonografo. Sono corredate da un set di strumenti, accessori e parti di ricambio che, già da soli, rappresentano una parte interessante della mostra.
La mostra copre un arco temporale che va dalla fine degli anni ‘20 agli anni ’50: la più vetusta è del 1928, la più recente è del 1957.
Tutto si esaurisce nell’arco di 29 anni, la durata di una generazione, un batter d’ali parlando di storia, ma “giusto il tempo” per vivere una delle crisi finanziarie più acute, vedere sfumato il sogno imperiale, il compiersi della seconda guerra mondiale e l’avvio del boom economico.
Per la radio sono 29 anni di storia intensa e di attività frenetica nel design (sono presenti, tra l’altro, radio disegnate da designers conosciuti a livello mondiale quali Figini, Pollini, Bottoni, Ulrich, Spadolini), nell’industria e nei servizi (pubblicità e radio trasmissioni).
Si passa da un situazione di start up appena quattro anni dopo la prima trasmissione URI (poi EIAR e in seguito RAI) ad una fase di piena maturità, con un ruolo non più da protagonista assoluta ma complementare ad un altro “elettrodomestico” che si stava proponendo in modo dirompente: la televisione. L’allestimento riporta il visitatore indietro nel tempo fino a poter consultare i programmi radio del giorno 3 dicembre, data di apertura della mostra, di quell’anno.
L’esposizione è dotata di un catalogo che “racconterà” le singole radio, la loro storia, i relativi manifesti pubblicitari dell’epoca. Non mancheranno riferimenti al loro design, agli architetti che le hanno create, al crescente fenomeno della radioindustria che, con almeno due produttori, ha visto Pistoia grande protagonista e interprete di un periodo indimenticabile.
Perché delle vecchie radio dovrebbero interessare o, nella migliore delle ipotesi, emozionare?
La risposta è apparentemente semplice: ormai fanno parte della storia e, da sempre, il passato porta con sé la memoria di una vita vissuta che racchiude gli usi e le abitudini di un popolo, ne qualifica il grado di civiltà e i sentimenti. Alle persone mature possono evocare il ricordo, nelle altre forse prevarrà la curiosità. In ogni caso nessuno potrà restare indifferente!
L’evoluzione della radio ricalca l’onda della nostra Italia: grande intuizione iniziale, diffidenze e gelosie, sperimentazioni, un pullulare di piccole aziende costruttrici, difficoltà di capitalizzare le idee, cadute e apoteosi. E’ la radio, è la storia, è l’Italia e forse . . . è il nostro destino!

radiosaloc

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